Pubblico Impiego: GOVERNO, CISL E UIL FIRMANO UN ACCORDO PER SOSTENERSI A VICENDA

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Pubblico Impiego: GOVERNO, CISL E UIL FIRMANO UN ACCORDO PER SOSTENERSI A VICENDA


Ai dipendenti pubblici e alla pubblica amministrazione serve ben altro. A marzo sciopero generale

"L’intesa sottoscritta questa mattina da Cisl Uil sull’applicazione della premialità nella Pubblica Amministrazione prevista dalla riforma Brunetta, serve unicamente a chi, con enormi responsabilità nel quotidiano processo di smantellamento della Pubblica Amministrazione, tenta goffamente di recuperare credibilità nei confronti dei dipendenti pubblici, dei cittadini, degli elettori”, così Paola Palmieri dell’Esecutivo nazionale USB Pubblico Impiego dopo l’incontro svoltosi questa mattina a Palazzo Chigi.  


“Usb non ha firmato e non è disponibile a firmare accordi di questo genere”, sottolinea Palmieri. “Con questa intesa Brunetta inventa una fase di transizione per consentire a Governo e sindacati collaborazionisti di uscire da una situazione di grande difficoltà, data dalla impossibilità di applicare una riforma che ogni giorno si rivela sempre più iniqua e destinata a distruggere la Pubblica Amministrazione. Una impasse determinata da un lato dal d.lgs. 150, con la previsione della premialità e della meritocrazia attraverso le fasce, dall’altro dalla manovra finanziaria che con il blocco dei contratti impedisce di fatto l’applicazione della riforma”.


 “In mezzo i lavoratori - Prosegue la dirigente USB - senza contratti e con il blocco delle retribuzioni per 4 anni, con un blocco del turn over che aumenta a dismisura i carichi di lavoro peggiorando i servizi ai cittadini, impedendo nuove assunzioni mentre si continuano a licenziare i lavoratori precari”.


“La realtà – evidenzia Palmieri - è che siamo di fronte ad un sostanziale fallimento della riforma Brunetta, che va ascritto all’opposizione dei dipendenti pubblici, i quali con USB hanno lottato nelle piazze e nei posti di lavoro a difesa dei diritti dei lavoratori e delle funzioni pubbliche”.

Conclude Palmieri: “Per continuare la lotta contro le politiche di attacco al mondo del lavoro la Confederazione USB ha proclamato lo sciopero generale di tutte le categorie per il mese di marzo, con manifestazione nazionale a Roma. USB P.I. chiamerà tutti i lavoratori pubblici a partecipare in massa per continuare la battaglia di difesa del proprio salario, della propria dignità e dei propri diritti unitamente a tutto il mondo del lavoro, dei disoccupati, dei precari, degli studenti e degli immigrati”.

 

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4 febbraio 2010 - Ansa

 

P.A: USB (SINDACATI BASE), A MARZO SCIOPERO GENERALE

 

(ANSA) - ROMA, 4 FEB - La Usb del pubblico impiego dice no all'accordo raggiunto oggi sul salario accessorio nel pubblico impiego e annuncia uno sciopero generale per marzo con manifestazione nazionale a Roma. «Con questa intesa - afferma Palmieri dell'Esecutivo nazionale dell'organizzazione - Brunetta inventa una fase di transizione per consentire a Governo e sindacati collaborazionisti di uscire da una situazione di grande difficoltà, data dalla impossibilit… di applicare una riforma che ogni giorno si rivela sempre pi— iniqua e destinata a distruggere la Pubblica Amministrazione. Una impasse determinata da un lato dal decreto legislativo 150 (la riforma Brunetta, ndr), con la previsione della premialit… e della meritocrazia attraverso le fasce, dall'altro dalla manovra finanziaria che con il blocco dei contratti impedisce di fatto l'applicazione della riforma». «In mezzo i lavoratori - Prosegue la dirigente USB - senza contratti e con il blocco delle retribuzioni per 4 anni, con un blocco del turn over che aumenta a dismisura i carichi di lavoro peggiorando i servizi ai cittadini, impedendo nuove assunzioni mentre si continuano a licenziare i lavoratori precari. La realtà - avverte - è che siamo di fronte ad un sostanziale fallimento della riforma Brunetta. Per continuare la lotta contro le politiche di attacco al mondo del lavoro la Confederazione USB ha proclamato lo sciopero generale di tutte le categorie per il mese di marzo, con manifestazione nazionale a Roma».

P.A: ACCORDO IN 2 PAGINE, MANCA FIRMA 7 SINDACATI SU 13
Si' da Cisl, Uil, Ugl, Cida, Confsal, Usae

(ANSA) - ROMA, 4 FEB - L'accordo raggiunto a Palazzo Chigi sul salario di produttività nel pubblico impiego è stato firmato da 6 sindacati su 13 presenti nel settore. Secondo quanto si legge nelle due pagine di testo dell'intesa oltre a Cisl, Uil e Ugl hanno firmato la Cida (dirigenti), la Confsal (presente soprattutto nella scuola) e l'Usae. Non hanno sottoscritto l'accordo Cgil, Cgu (presente nella scuola), Cisal, Confedir (dirigenti), Cosmed (medici), Cse (sempre dirigenti) e Rdb-Usb (sindacati base).

PA: INTESA SALARIO PRODUTTIVITÀ. SCONTRO CAMUSSO-BONANNI
LEADER CGIL, PRESA IN GIRO; LA RISPOSTA, ALIMENTA CLIMA VIOLENZA
di Alessia Tagliacozzo

(ANSA) - ROMA, 4 FEB - Le retribuzioni complessive dei lavoratori pubblici non potranno diminuire per effetto della riforma Brunetta sulle fasce di merito: l'accordo raggiunto oggi a palazzo Chigi sul salario di produttività nel pubblico impiego è stata l'occasione per un nuovo scontro tra i sindacati e il lancio di accuse sul ruolo «politico» delle organizzazioni. La Cgil non ha firmato l'intesa e con il segretario generale Susanna Camusso ha definito l'accordo «una presa in giro per i lavoratori» e ha accusato Cisl e Uil di «correre in soccorso di un Governo un pò claudicante», insomma di essere una stampella dell'Esecutivo. Immediata la risposta del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: «Sono irritato e dispiaciuto per le parole della collega Camusso - ha detto - il linguaggio usato oggi dalla Cgil alimenta il clima di violenza e intimidazione nei confronti di Cisl e Uil». Di fatto l'accordo cerca di limitare i «danni» che le retribuzioni pubbliche hanno subito con il blocco della contrattazione deciso con la manovra dell'estate del 2010 (niente aumenti nazionali fino a tutto il 2013). La parte accessoria del salario (quella legata agli aumenti di produttività) non potrà diminuire rispetto al livello raggiunto alla fine del 2010 per effetto dell'applicazione della riforma Brunetta sulle fasce di merito. La parte accessoria del salario invece potrà essere incrementata solo sulla base delle risorse aggiuntive che arriveranno dai risparmi delle singole amministrazioni. È chiaro comunque che se pure riusciranno ad essere salvaguardati i salari nominali il potere d'acquisto delle retribuzioni dei lavoratori pubblici diminuirà per effetto dell'inflazione che si determinerà in questi anni. La Cgil al tavolo ha chiesto che si affrontassero tutti i problemi del settore a partire dall'emergenza precari (la finanziaria - ha detto - taglia il 50% dei lavoratori precari) e dalla necessità di procedere con urgenza alle elezioni delle Rsu e ha lamentato il fatto che l'intesa fosse stata già preparata nei giorni scorsi in incontri separati del Governo con Cisl e Uil. Contro questo accordo, contro il blocco della contrattazione e per l'elezione delle Rsu il sindacato dei lavoratori pubblici della Cgil si prepara alla mobilitazione e non è escluso che metta in campo uno sciopero generale entro la fine di marzo. Un no deciso all'intesa è arrivato anche dai sindacati di base Usb, dai dirigenti della Confedir e Cse e dai medici del Cosmed. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta ha commentato la firma con «soddisfazione» definendo l'accordo un «passo avanti nell'applicazione della riforma della pubblica amministrazione». I lavoratori pubblici - secondo i dati della Ragioneria riferiti al 2009 - sono nel complesso poco più di 3,3 milioni, per il 55% donne e guadagnano mediamente 34.500 euro lordi l'anno.

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