MASSA CARRARA: VERTENZA DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

Massa -

 

 

 

 

La grave situazione economica che l'Azienda USL 1 MS sta attraversando (unitamente ai tagli al Servizio Sanitario Nazionale effettuati dal governo Monti in perfetta continuità con il precedente governo Berlusconi) evidenzia l’incapacità della Classe Dirigente locale ad amministrare un prezioso “Bene Comune” qual è la Sanità Pubblica.

Mentre a livello nazionale la crisi economica creata dalle banche ed il conseguente cosiddetto debito “sovrano” stanno causando la tragica perdita di posti lavoro, tagli ai diritti dei lavoratori e ai servizi pubblici, nella Azienda USL 1 MS si è pensato bene di scaricare su lavoratori e cittadini il “BUCO” di milioni di euro creato da una insana amministrazione da parte della locale Classe Dirigente con la complicità di forze politiche e delle organizzazioni sindacali conmfederali, presenti storicamente nella Sanità (CGIL,CISL,UIL).

Doveroso denunciare che nell'Azienda USL1 MS si assisterà a breve al licenziamento dei lavoratori precari e di quelli delle Cooperative oltre ad una drastica riduzione o totale perdita di servizi sociosanitari quali le attività socio-sanitarie territoriali e domiciliari rivolte a cittadini socialmente più deboli quali anziani, diversamente abili, persone con problemi di dipendenza o disturbi psichici e detenuti.

L' Unione Sindacale di Base P.I. Sanità vuole sensibilizzare i cittadini/utenti, i lavoratori, i precari sulle problematiche di gestione/programmazione sociosanitaria e occupazionali insorte dalla cattiva gestione della Azienda USL1 MS e del “Bene Comune” Sanità Pubblica, aprendo una vertenza nel Dipartimento di Salute Mentale.

Questo Servizio sociosanitario, emblematicamente, è un modello operativo che avrebbe anticipato le attuali linee guida sociosanitarie della Regione Toscana inerenti alla “Alta Intensità di Cura”.

Dove il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, rappresenterebbe l”Alta Intensità di Cura” in regime/proiezione ospedaliera , mentre il Centro di Salute Mentale rappresenterebbe quelle attività di prevenzione, cura e riabilitazione sul territorio/domicilio e di gestione all'accesso alla “Alta Intensità di Cura”/SPDC/Ospedale.

Questo modello sanitario dell'”Alta Intensità di Cura”, insito nel Dipartimento di Salute Mentale, paradossalmente, anziché essere salvaguardato o potenziato dalle Classi Dirigenti fin ad oggi succedutesi alla direzione della Azienda USL1 MS viene sistematicamente e progressivamente smantellato con gravi ricadute sul cittadino/utente e sul personale sociosanitario.

L’insana gestione del “Bene Comune” Sanità Pubblica per il Dipartimento Salute Mentale ha determinato quanto segue:

CSM/Massa – Non appropriatezza progettuale della presa in carico socio sanitaria, soprattutto per gli utenti multiproblematici e/o non collaboranti. Non appropriatezza delle risorse professionali e tecniche nel progetto socio terapeutico personalizzato. Prestazioni sociosanitarie domiciliari dettate più a un controllo di sicurezza sociale che alla “Cura” ( Terricomializzazione) .

SPDC/Massa – Disconnessione funzionale tra SPDC e CSM; Ricoveri e lunghe degenze impropri; Eccesso di Revolving Door; Sforamento costante dei posti letto in dotazione e costanti trasferimenti di ricoveri/utenti in altri SPDC.

Trattenimento forzato e prolungato nel SPDC dei ricoveri volontari e qualora si allontanino dal reparto vi è la segnalazione alle forze di polizia e uso improprio del TSO (Manicomializzazione).

Inadeguatezza strutturale che ingenera “cattività: abuso della contenzione fisica e farmacologica, episodi di violenza fisica e psicologica.

Riabilitazione o attività di Inclusione Psicosociale – Attualmente le poche attività che vengono svolte mirano solo all’intrattenimento degli utenti senza alcuna finalità/obiettivo terapeutico riabilitativo clinico ( progetto personalizzato di inclusione psicosociale).

TSO – Attualmente nei prefestivi, festivi e notturni insistono conflitti di interpretazione di normative locali tra 118 e UFSMA z.a. per la presenza di un medico nell’espletare l’atto sanitario , creando difficoltà operative al personale infermieristico sempre coinvolto.

Trasporti sanitari - A fronte di una non adeguata rete sociale e sanitaria nella gestione di utenti con bisogni complessi , da anni assistiamo al trasferimento (Deportazione) di queste persone in strutture socio sanitarie extra Az.USL 1 MS.

Comunità Terapeutica e Alloggi Protetti – la completa assenza di una Comunità Terapeutica e l’insufficienza di Alloggi Protetti , incrementa la deportazione in luoghi extra USL e/o non idonei al disagio, interrompe la “Continuità Terapeutica” agli utenti e crea un deficit socio economico in termini di Costi e Benefici per l’Az.USL 1 MS.

Operatori Domiciliari – in assenza di un efficiente Servizio per la Tutela della Salute Mentale , la diminuzione delle risorse economiche destinate a queste attività si traducono per gli utenti e loro familiari in un abbandono sociosanitario e per gli operatori in perdita o riduzione del loro lavoro.

Educatori Professionali – dal 30 di settembre c.a. questi operatori ( n° 4) verranno licenziati dalla Az.USL 1MS , privando l’ UFSMA z.a. e SERT di figure professionali fondamentali per l’intervento riabilitativo in salute mentale e nella tossicodipendenza. Operatori che da ben 13 anni lavorano a tempo determinato nella Az.USL.



 

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